Romangia ... Il Vino

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MINISTERO DELLE RISORSE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI


DECRETO 12 ottobre 1995

  Riconoscimento delle indicazioni  geografiche  tipiche  "Barbagia",

"Colli  del  Limbara", "Marmilla", "Nurra", "Ogliastra", "Parteolla",

"Planargia", "Provincia di Nuoro", "Romangia", "Sibiola",  "Tharros",

"Trexenta",  "Valle  del  Tirso",  "Valli  di Porto Pino", "Isola dei

Nuraghi" per i vini prodotti nel territorio della regione Sardegna ed

approvazione dei relativi disciplinari di produzione.

                            IL DIRIGENTE

CAPO DELLA SEGRETERIA DEL COMITATO NAZIONALE PER LA TUTELA E LA

   VALORIZZAZIONE  DELLE DENOMINAZIONI DI ORIGINE E DELLE INDICAZIONI

   GEOGRAFICHE TIPICHE DEI VINI E RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO

  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 12 luglio 1963, n.

930, contenente le norme per la tutela delle denominazioni di origine

dei vini;

  Vista la legge 10 febbraio 1992, n. 164, recante  nuova  disciplina

delle denominazioni di origine dei vini;

  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n.

348,  con il quale e' stato emanato il regolamento recante disciplina

del procedimento di riconoscimento di denominazione  di  origine  dei

vini;

  Visto il decreto ministeriale 21 dicembre 1977 contenente norme per

la  designazione  e  presentazione dei vini da tavola con indicazione

geografica;

  Visto il  decreto  ministeriale  5  agosto  1982  contenente  norme

concernenti  l'uso  di riferimenti aggiuntivi per la designazione dei

vini da tavola con indicazione geografica;

  Visto il decreto ministeriale  9  dicembre  1983  contenente  norme

integrative relative ai vini da tavola con indicazione geografica;

  Visti i decreti ministeriali con i quali sono state riconosciute le

indicazioni  geografiche  di  alcuni  vini  da  tavola  prodotti  nel

territorio della regione Sardegna;

  Visto il decreto ministeriale 21 ottobre 1994 contenente norme  per

la  utilizzazione  transitoria  di indicazioni geografiche e relativi

riferimenti  aggiuntivi  per  i  vini  da  tavola  provenienti  dalla

vendemmia 1994;

  Viste le domande presentate dagli interessati intese ad ottenere il

riconoscimento  delle  indicazioni  geografiche  tipiche  "Barbagia",

"Colli del Limbara", "Marmilla", "Nurra",  "Ogliastra",  "Parteolla",

"Planargia",  "Provincia di Nuoro", "Romangia", "Sibiola", "Tharros",

"Trexenta", "Valle del Tirso", "Valli  di  Porto  Pino",  "Isola  dei

Nuraghi"  per  i  vini  ed  i mosti prodotti nelle rispettive zone di

produzione  della  regione  Sardegna  delimitate  nei  corrispondenti

disciplinari di produzione annessi al presente decreto;

  Visto  il parere espresso dal Comitato nazionale per la tutela e la

valorizzazione delle denominazioni di  origine  e  delle  indicazioni

geografiche  tipiche dei vini inerente le richieste di riconoscimento

delle indicazioni geografiche  tipiche  dei  vini,  pubblicato  nella

Gazzetta Ufficiale n. 189 del 14 agosto 1995;

  Visti  i pareri espressi dal Comitato predetto sulle citate domande

di  riconoscimento  delle  indicazioni  geografiche   tipiche   sopra

indicate  riguardanti  i  vini  prodotti nel territorio della regione

Sardegna  e  le  proposte,  dallo  stesso  Comitato  formulate,   dei

corrispondenti  disciplinari di produzione, pubblicati nella Gazzetta

Ufficiale n. 233 del 5 ottobre 1995;


  Considerato  che  con successiva deliberazione il Comitato predetto

ha  stabilito  di  non  prevedere   l'attribuzione   di   indicazioni

geografiche  tipiche a tutti i vini spumanti, sia gassificati che non

gassificati, in  attesa  di  definire  sul  piano  della  generalita'

l'utilizzazione  delle  indicazioni  geografiche  tipiche  per i vini

spumanti non gassificati e che conseguentemente il parere  favorevole

espresso  dal  Comitato stesso circa l'attribuzione delle indicazioni

geografiche tipiche ai vini spumanti prodotti  nel  territorio  della

regione   Sardegna   deve   intendersi   superato  nelle  more  della

definizione della questione sopra specificata;

  Considerato che con  successiva  deliberazione  il  Comitato  aveva

stabilito  di  non  prevedere  limitazioni alle zone di vinificazione

delle uve destinate  alla  produzione  dei  vini  da  tavola  tipici,

ottenute  nelle  rispettive zone di produzione, per cui le operazioni

di vinificazione possono effettuarsi anche al di  fuori  delle  dette

zone di produzione e che conseguentemente il parere espresso circa la

delimitazione  delle  zone  di vinificazione per ciascuna indicazione

geografica tipica deve  intendersi  superato  in  quanto  la  vigente

normativa, riportata in premessa, non prevede obblighi al riguardo;

  Ritenuto  pertanto  necessario  procedere  al  riconoscimento delle

indicazioni geografiche tipiche sopra riportate  ed  all'approvazione

dei  rispettivi  disciplinari  di  produzione  in  conformita'  delle

proposte  formulate  dal   citato   Comitato   e   delle   successive

deliberazioni integrative;

  Considerato  che  l'art.  4  del  citato regolamento concernente la

procedura per il riconoscimento  delle  denominazioni  di  origine  e

l'approvazione  dei  disciplinari  di  produzione  prevede  che per i

riconoscimenti e le approvazioni di  cui  trattasi  si  provveda  con

decreto del dirigente responsabile del procedimento;

                              Decreta:


Art. 1.

  1.   E'  riconosciuta  l'indicazione  geografica  tipica  dei  vini

"Barbagia" prodotti nella regione Sardegna.

  2. E' riconosciuta l'indicazione geografica tipica dei vini  "Colli

del Limbara" prodotti nella regione Sardegna.

  3.   E'  riconosciuta  l'indicazione  geografica  tipica  dei  vini

"Marmilla" prodotti nella regione Sardegna.

  4. E' riconosciuta l'indicazione geografica tipica dei vini "Nurra"

prodotti nella regione Sardegna.

   5.  E'  riconosciuta  l'indicazione  geografica  tipica  dei  vini

"Ogliastra" prodotti nella regione Sardegna.

   6.  E'  riconosciuta  l'indicazione  geografica  tipica  dei  vini

"Parteolla" prodotti nella regione Sardegna.

   7.  E'  riconosciuta  l'indicazione  geografica  tipica  dei  vini

"Planargia" prodotti nella regione Sardegna.

   8.  E'  riconosciuta  l'indicazione  geografica  tipica  dei  vini

"Provincia di Nuoro" prodotti nella regione Sardegna.

   9.  E'  riconosciuta  l'indicazione  geografica  tipica  dei  vini

"Romangia" prodotti nella regione Sardegna.

  10.  E'  riconosciuta  l'indicazione  geografica  tipica  dei  vini

"Sibiola" prodotti nella regione Sardegna.

  11.  E'  riconosciuta  l'indicazione  geografica  tipica  dei  vini

"Tharros" prodotti nella regione Sardegna.

  12.  E'  riconosciuta  l'indicazione  geografica  tipica  dei  vini

"Trexenta" prodotti nella regione Sardegna.

  13. E' riconosciuta l'indicazione geografica tipica dei vini "Valle

del Tirso" prodotti nella regione Sardegna.

  14. E' riconosciuta l'indicazione geografica tipica dei vini "Valli

di Porto Pino" prodotti nella regione Sardegna.

  15. E' riconosciuta l'indicazione geografica tipica dei vini "Isola

dei Nuraghi" prodotti nella regione Sardegna.


Art. 2.

  1.  E' approvato nel testo annesso al presente decreto di cui forma

parte  integrante  il  disciplinare  di  produzione   relativo   alla

indicazione geografica tipica dei vini "Barbagia" riconosciuta con il

presente decreto (annesso A).

  2.  E' approvato nel testo annesso al presente decreto di cui forma

parte  integrante  il  disciplinare  di  produzione   relativo   alla

indicazione   geografica   tipica   dei   vini  "Colli  del  Limbara"

riconosciuta con il presente decreto (annesso B).

  3. E' approvato nel testo annesso al presente decreto di cui  forma

parte   integrante   il  disciplinare  di  produzione  relativo  alla

indicazione geografica tipica dei vini "Marmilla" riconosciuta con il

presente decreto (annesso C).

  4. E' approvato nel testo annesso al presente decreto di cui  forma

parte   integrante   il  disciplinare  di  produzione  relativo  alla

indicazione geografica tipica dei vini "Nurra"  riconosciuta  con  il

presente decreto (annesso D).

  5.  E' approvato nel testo annesso al presente decreto di cui forma

parte  integrante  il  disciplinare  di  produzione   relativo   alla

indicazione  geografica  tipica dei vini "Ogliastra" riconosciuta con

il presente decreto (annesso E).

   6. E' approvato nel testo annesso al presente decreto di cui forma

parte  integrante  il  disciplinare  di  produzione   relativo   alla

indicazione  geografica  tipica dei vini "Parteolla" riconosciuta con

il presente decreto (annesso F).

   7. E' approvato nel testo annesso al presente decreto di cui forma

parte  integrante  il  disciplinare  di  produzione   relativo   alla

indicazione  geografica  tipica dei vini "Planargia" riconosciuta con

il presente decreto (annesso G).

   8. E' approvato nel testo annesso al presente decreto di cui forma

parte  integrante  il  disciplinare  di  produzione   relativo   alla

indicazione   geografica   tipica   dei  vini  "Provincia  di  Nuoro"

riconosciuta con il presente decreto (annesso H).

   9. E' approvato nel testo annesso al presente decreto di cui forma

parte  integrante  il  disciplinare  di  produzione   relativo   alla

indicazione geografica tipica dei vini "Romangia" riconosciuta con il

presente decreto (annesso I).

  10. E' approvato nel testo annesso al presente decreto di cui forma

parte   integrante   il  disciplinare  di  produzione  relativo  alla

indicazione geografica tipica dei vini "Sibiola" riconosciuta con  il

presente decreto (annesso L).

  11. E' approvato nel testo annesso al presente decreto di cui forma

parte   integrante   il  disciplinare  di  produzione  relativo  alla

indicazione geografica tipica dei vini "Tharros" riconosciuta con  il

presente decreto (annesso M).

  12. E' approvato nel testo annesso al presente decreto di cui forma

parte   integrante   il  disciplinare  di  produzione  relativo  alla

indicazione geografica tipica dei vini "Trexenta" riconosciuta con il

presente decreto (annesso N).

  13. E' approvato nel testo annesso al presente decreto di cui forma

parte   integrante   il  disciplinare  di  produzione  relativo  alla

indicazione geografica tipica dei vini "Valle del Tirso" riconosciuta

con il presente decreto (annesso O).

  14. E' approvato nel testo annesso al presente decreto di cui forma

parte  integrante  il  disciplinare  di  produzione   relativo   alla

indicazione   geografica  tipica  dei  vini  "Valli  di  Porto  Pino"

riconosciuta con il presente decreto (annesso P).

  15. E' approvato nel testo annesso al presente decreto di cui forma

parte  integrante  il  disciplinare  di  produzione   relativo   alla

indicazione   geografica   tipica   dei   vini  "Isola  dei  Nuraghi"

riconosciuta con il presente decreto (annesso Q).


                               Art. 3.

  1.   Ai   fini  della  produzione,  designazione,  presentazione  e

commercializzazione dei vini per i quali si intendono  utilizzare  le

indicazioni geografiche tipiche riconosciute con il presente decreto,

si  osservano,  in  quanto  applicabili,  ai  sensi e per gli effetti

dell'art. 32, commi 1 e 2, della legge 10 febbraio 1992, n.  164,  le

disposizioni relative alle indicazioni geografiche soppresse ai sensi

del  sopra  citato art. 32, comma 3, concernenti le dichiarazioni dei

terreni vitati  per  le  iscrizioni  agli  elenchi  delle  vigne,  le

dichiarazioni  delle  uve  destinate  alla  produzione  dei  vini  ad

indicazione geografica tipica predetti  e  la  tenuta  degli  elenchi

delle vigne.

  2.  I  produttori  e gli aventi diritto che intendono utilizzare le

indicazioni geografiche tipiche di cui all'art. 1, per i mosti  ed  i

vini   prodotti   a  decorrere  dalla  vendemmia  1995,  devono  dare

attuazione agli adempimenti di cui al precedente comma osservando  le

disposizioni  in  esso  contenute,  entro trenta giorni dalla data di

pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale.


                               Art. 4.

  1.  Ciascuna  indicazione  geografica tipica, riconosciuta ai sensi

del presente decreto, decade nei seguenti casi:

    a) riconoscimento di una  denominazione  di  origine  controllata

costituita  dal  nome  geografico o da parte di esso utilizzato nella

indicazione geografica tipica interessata;

    b) riconoscimento di una  denominazione  di  origine  controllata

costituita   da   un   nome   geografico  per  il  quale  l'esistenza

dell'indicazione geografica tipica interessata possa ritenersi atta a

generare confusione;

    c) riconoscimento nell'ambito di una  denominazione  di  origine,

controllata   o   controllata   e   garantita,   di   una   sottozona

contrassegnata  da  un  nome  geografico   per   il   quale   possano

determinarsi le situazioni di cui ai precedenti punti a) e b).

  2. La decadenza di cui al comma precedente lascia salvi gli effetti

prodotti  dalla  relativa indicazione geografica tipica, con riguardo

alla produzione, alla presentazione ed alla commercializzazione, fino

all'esaurimento delle giacenze dei vini interessati.


                               Art. 5.

  Per  tutto  quanto  non espressamente previsto nel presente decreto

valgono le norme comunitarie e nazionali in materia di  produzione  e

commercializzazione  dei  vini  da  tavola  ad indicazione geografica

tipica in vigore.


                               Art. 6.

  Chiunque  produce,  pone  in vendita o comunque distribuisce per il

consumo vini con la indicazione geografica tipica "Barbagia",  "Colli

del   Limbara",   "Marmilla",   "Nurra",   "Ogliastra",  "Parteolla",

"Planargia", "Provincia di Nuoro", "Romangia", "Sibiola",  "Tharros",

"Trexenta",  "Valle  del  Tirso",  "Valli  di Porto Pino", "Isola dei

Nuraghi" e' tenuto, a norma di legge, all'osservanza delle condizioni

e dei requisiti stabiliti nei corrispondenti annessi disciplinari  di

produzione.

  Il presente decreto sara' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della

Repubblica italiana.

   Roma, 12 ottobre 1995

                                               Il dirigente: ADINOLFI


                                                            ANNESSO A

Disciplinare di produzione dei vini ad indicazione geografica tipica

                             "Barbagia"

                               Art. 1.

   La  indicazione  geografica tipica "Barbagia", accompagnata da una

delle  specificazioni   previste   dal   presente   disciplinare   di

produzione,  e'  riservata  ai  mosti  e  ai vini che rispondono alle

condizioni ed ai requisiti in appresso indicati.

                               Art. 2.

   La  indicazione  geografica  tipica  "Barbagia"  e'  riservata  ai

seguenti vini:

    bianchi, anche nella tipologia frizzante;

    rossi, anche nelle tipologie frizzante e novello;

    rosati, anche nella tipologia frizzante.

   I  vini ad indicazione geografica tipica "Barbagia" bianchi, rossi

e rosati  devono  essere  ottenuti  da  uve  provenienti  da  vigneti

composti,  nell'ambito  aziendale, da uno o piu' vitigni raccomandati

e/o autorizzati  per  la  provincia  di  Nuoro,  a  bacca  di  colore

corrispondente.

   La indicazione geografica tipica "Barbagia", con la specificazione

di  uno  dei vitigni raccomandati e/o autorizzati per la provincia di

Nuoro  con  l'esclusione  dei  vitigni  Cannonau,  Carignano,  Giro',

Malvasia,  Monica,  Moscato,  Nasco,  Nuragus, Semidano, Vermentino e

Vernaccia e' riservata ai vini ottenuti da uve provenienti da vigneti

composti, nell'ambito aziendale, per almeno l'85% dai  corrispondenti

vitigni.

   Possono  concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione dei

mosti e vini sopra indicati, le uve dei vitigni  a  bacca  di  colore

analogo, non aromatici, raccomandati e/o autorizzati per la provincia

di Nuoro, fino ad un massimo del 15%.

   I   vini  ad  indicazione  geografica  tipica  "Barbagia"  con  la

specificazione di uno dei vitigni di cui al precedente comma, possono

essere prodotti anche nelle tipologie frizzante nonche' novello per i

vini ottenuti da vitigni a bacca rossa.

                               Art. 3.

   La zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei mosti e  dei

vini  atti  ad  essere designati con la indicazione geografica tipica

"Barbagia" comprende l'intero territorio amministrativo dei  seguenti

comuni:  Fonni,  Gavoi,  Lodine,  Mamoiada,  Nuoro,  Oliena, Ollolai,

Olzai, Oniferi, Orani, Orgosolo, Orotelli, Orune, Ottana, Sarule,  in

provincia di Nuoro.

                               Art. 4.

   Le  condizioni  ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla

produzione  dei  vini  di  cui  all'art.  2  devono   essere   quelle

tradizionali della zona.

   La  produzione  massima  di  uva  per ettaro di vigneto in coltura

specializzata, nell'ambito  aziendale,  per  i  vini  ad  indicazione

geografica  tipica "Barbagia", accompagnati o meno dal riferimento al

nome  del  vitigno,  non  deve  essere  superiore  rispettivamente  a

tonnellate  15  per le tipologie rosso e rosato e a tonnellate 16 per

la tipologia bianco.

   Le  uve  destinate  alla  produzione  dei  vini   ad   indicazione

geografica  tipica  "Barbagia",  seguita  o  meno  dal riferimento al

vitigno devono assicurare ai vini un  titolo  alcolometrico  volumico

naturale minimo di:

    9,5% per i bianchi;

    10% per i rosati;

    10% per i rossi.

   Nel  caso  di  annate  particolarmente  sfavorevoli,  detti valori

possono essere ridotti dello 0,5% vol.

                               Art. 5.

   Nella vinificazione sono  ammesse  soltanto  le  pratiche  atte  a

conferire ai vini le proprie peculiari caratteristiche.

   La  resa  massima  dell'uva in vino finito, pronto per il consumo,

non deve essere superiore al 75%, per tutti i tipi di vino.

                               Art. 6.

   I vini ad indicazione geografica tipica "Barbagia", anche  con  la

specificazione  del  nome  del  vitigno,  all'atto dell'immissione al

consumo devono avere i seguenti titoli alcolometrici volumici  totali

minimi:

    "Barbagia" bianco: 10%;

    "Barbagia" rosso: 10%;

    "Barbagia" rosato: 10,5%;

    "Barbagia" novello: 11%;

    "Barbagia" frizzante: 10,5%.

                               Art. 7.

   Alla   indicazione   geografica   tipica   "Barbagia"  e'  vietata

l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste nel

presente disciplinare  di  produzione,  ivi  compresi  gli  aggettivi

extra, fine, scelto, selezionato, superiore e similari.

   E'   tuttavia   consentito   l'uso  di  indicazioni  che  facciano

riferimento a nomi, ragioni sociali  e  marchi  privati  purche'  non

abbiano  significato  laudativo e non siano tali da trarre in inganno

il consumatore.

   Ai sensi dell'art. 7, punto 5, della legge 10  febbraio  1992,  n.

164,   l'indicazione   geografica   tipica   "Barbagia"  puo'  essere

utilizzata come ricaduta per i  vini  ottenuti  da  uve  prodotte  da

vigneti,   coltivati   nell'ambito   del  territorio  delimitato  nel

precedente art. 3, ed iscritti negli albi  dei  vigneti  dei  vini  a

denominazione  di  origine,  a  condizione  che i vini per i quali si

intende utilizzare la indicazione geografica tipica di cui  trattasi,

abbiano i requisiti previsti per una o piu' delle tipologie di cui al

presente disciplinare.


                                                            ANNESSO B

Disciplinare di produzione dei vini ad indicazione geografica tipica

                         "Colli del Limbara"

                               Art. 1.

   La indicazione geografica tipica "Colli del Limbara", accompagnata

o  meno  dalle  specificazioni  previste dal presente disciplinare di

produzione, e' riservata ai mosti  e  ai  vini  che  rispondono  alle

condizioni ed ai requisiti in appresso indicati.

                               Art. 2.

   La  indicazione geografica tipica "Colli del Limbara" e' riservata

ai seguenti vini:

    bianchi, anche nella tipologia frizzante;

    rossi, anche nelle tipologie frizzante e novello;

    rosati, anche nella tipologia frizzante.

   I vini  ad  indicazione  geografica  tipica  "Colli  del  Limbara"

bianchi,  rossi e rosati devono essere ottenuti da uve provenienti da

vigneti composti,  nell'ambito  aziendale,  da  uno  o  piu'  vitigni

raccomandati  e/o  autorizzati  rispettivamente  per  le  province di

Sassari e di Nuoro, a bacca di colore corrispondente.

   La indicazione geografica  tipica  "Colli  del  Limbara",  con  la

specificazione  di  uno  dei  vitigni  raccomandati  e/o  autorizzati

rispettivamente  per  le  province  di  Sassari  e   di   Nuoro   con

l'esclusione   dei  vitigni  Cannonau,  Carignano,  Giro',  Malvasia,

Monica, Moscato, Nasco, Nuragus, Semidano, Vermentino e Vernaccia  e'

riservata  ai  vini  ottenuti da uve provenienti da vigneti composti,

nell'ambito aziendale, per almeno l'85% dai corrispondenti vitigni.

   Possono concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione  dei

mosti  e  vini  sopra  indicati, le uve dei vitigni a bacca di colore

analogo, non aromatici, raccomandati e/o autorizzati per le  province

sopra indicate, fino ad un massimo del 15%.

   I vini ad indicazione geografica tipica "Colli del Limbara" con la

specificazione  di  uno  dei  vitigni  di  cui  al presente articolo,

possono essere  prodotti  anche  nelle  tipologie  frizzante  nonche'

novello per i vini ottenuti da vitigni a bacca rossa.

                               Art. 3.

   La  zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei mosti e dei

vini atti ad essere designati con la  indicazione  geografica  tipica

"Colli  del Limbara" comprende l'intero territorio amministrativo dei

seguenti comuni:  Aggius,  Aglientu,  Arzachena,  Badesi,  Berchidda,

Botigiadas,   Calangianus,   Golfo  Aranci,  Loiri  Porto  S.  Paolo,

Luogosanto, Luras, Monti, Olbia, Oschiri, Padru, Palau,  Sant'Antonio

di Gallura, Santa Teresa di Gallura, Telti, Tempio Pausania, Trinita'

d'Aguntu,  Viddalba in provincia di Sassari; e dei comuni di Budoni e

S. Teodoro in provincia di Nuoro.

                               Art. 4.

   Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti  destinati  alla

produzione   dei   vini  di  cui  all'art.  2  devono  essere  quelle

tradizionali della zona.

   La  produzione  massima  di  uva  per ettaro di vigneto in coltura

specializzata, nell'ambito  aziendale,  per  i  vini  ad  indicazione

geografica  tipica  "Colli  del  Limbara",  accompagnati  o  meno dal

riferimento  al  nome  del  vitigno,  non   deve   essere   superiore

rispettivamente  a  tonnellate 15 per le tipologie rosso e rosato e a

tonnellate 16 per la tipologia bianco.

   Le  uve  destinate  alla  produzione  dei  vini   ad   indicazione

geografica tipica "Colli del Limbara", seguita o meno dal riferimento

al vitigno devono assicurare ai vini un titolo alcolometrico volumico

naturale minimo di:

    9,5% per i bianchi;

    10% per i rosati;

    10% per i rossi.

   Nel  caso  di  annate  particolarmente  sfavorevoli,  detti valori

possono essere ridotti dello 0,5% vol.

                               Art. 5.

   Nella vinificazione sono  ammesse  soltanto  le  pratiche  atte  a

conferire ai vini le proprie peculiari caratteristiche.

   La  resa  massima  dell'uva in vino finito, pronto per il consumo,

non deve essere superiore al 75%, per tutti i tipi di vino.

                               Art. 6.

   I vini ad indicazione geografica tipica "Colli del Limbara", anche

con la specificazione del nome del vitigno, all'atto  dell'immissione

al  consumo  devono  avere  i  seguenti titoli alcolometrici volumici

totali minimi:

    "Colli del Limbara" bianco: 10%;

    "Colli del Limbara" rosso: 11%;

    "Colli del Limbara" rosato: 10,5%;

    "Colli del Limbara" novello: 11%;

    "Colli del Limbara" frizzante: 10,5%.

                               Art. 7.

   Alla indicazione geografica tipica "Colli del Limbara" e'  vietata

l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste nel

presente  disciplinare  di  produzione,  ivi  compresi  gli aggettivi

extra, fine, scelto, selezionato, superiore e similari.

   E'  tuttavia  consentito  l'uso  di   indicazioni   che   facciano

riferimento  a  nomi,  ragioni  sociali  e marchi privati purche' non

abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre  in  inganno

il consumatore.

   Ai  sensi  dell'art.  7, punto 5, della legge 10 febbraio 1992, n.

164, l'indicazione geografica tipica "Colli del Limbara" puo'  essere

utilizzata  come  ricaduta  per  i  vini  ottenuti da uve prodotte da

vigneti,  coltivati  nell'ambito  del   territorio   delimitato   nel

precedente  art.  3,  ed  iscritti  negli albi dei vigneti dei vini a

denominazione di origine, a condizione che i  vini  per  i  quali  si

intende  utilizzare la indicazione geografica tipica di cui trattasi,

abbiano i requisiti previsti per una o piu' delle tipologie di cui al

presente disciplinare.


                                                            ANNESSO C

Disciplinare di produzione dei vini ad indicazione geografica tipica

                             "Marmilla"

                               Art. 1.

   La  indicazione  geografica tipica "Marmilla", accompagnata o meno

dalle  specificazioni   previste   dal   presente   disciplinare   di

produzione,  e'  riservata  ai  mosti  e  ai vini che rispondono alle

condizioni ed ai requisiti in appresso indicati.

                               Art. 2.

   La indicazione geografica tipica "Marmilla" e' riservata ai

seguenti vini:

    bianchi, anche nella tipologia frizzante;

    rossi, anche nelle tipologie frizzante e novello;

    rosati, anche nella tipologia frizzante.

   I vini ad indicazione geografica tipica "Marmilla" bianchi,  rossi

e  rosati  devono  essere  ottenuti  da  uve  provenienti  da vigneti

composti, nell'ambito aziendale, da uno o piu'  vitigni  raccomandati

e/o  autorizzati  rispettivamente  per  le  province di Cagliari e di

Oristano, a bacca di colore corrispondente.

   La indicazione geografica tipica "Marmilla", con la specificazione

di uno dei vitigni raccomandati e/o autorizzati  rispettivamente  per

le  province  di  Cagliari e di Oristano con l'esclusione dei vitigni

Cannonau,  Carignano,  Giro',  Malvasia,  Monica,   Moscato,   Nasco,

Nuragus,  Semidano,  Vermentino  e  Vernaccia  e'  riservata  ai vini

ottenuti  da  uve  provenienti  da  vigneti   composti,   nell'ambito

aziendale, per almeno l'85% dai corrispondenti vitigni.

   Possono  concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione dei

mosti e vini sopra indicati, le uve dei vitigni  a  bacca  di  colore

analogo,  non aromatici, raccomandati e/o autorizzati per le province

sopra indicate, fino ad un massimo del 15%.

   I  vini  ad  indicazione  geografica  tipica  "Marmilla"  con   la

specificazione  di  uno  dei  vitigni  di  cui  al presente articolo,

possono essere  prodotti  anche  nelle  tipologie  frizzante  nonche'

novello per i vini ottenuti da vitigni a bacca rossa.

                               Art. 3.

   La  zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei mosti e dei

vini atti ad essere designati con la  indicazione  geografica  tipica

"Marmilla"  comprende l'intero territorio amministrativo dei seguenti

comuni: Collinas, Furtei, Morgongiore,  Pabillonis,  Pompu,  Samassi,

Sanluri,  Sardara, Serrenti, Simala, Siris, Villamar, Villanova Sorru

in  provincia  di  Cagliari  e  dei  comuni:  Baressa,  Gonnoscodina,

Gonnostramazza, Masullas, Mogoro, in provincia di Oristano.

                               Art. 4.

   Le  condizioni  ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla

produzione  dei  vini  di  cui  all'art.  2  devono   essere   quelle

tradizionali della zona.

   La  produzione  massima  di  uva  per ettaro di vigneto in coltura

specializzata, nell'ambito  aziendale,  per  i  vini  ad  indicazione

geografica  tipica "Marmilla", accompagnati o meno dal riferimento al

nome  del  vitigno,  non  deve  essere  superiore  rispettivamente  a

tonnellate  15  per le tipologie rosso e rosato e a tonnellate 16 per

la tipologia bianco.

   Le  uve  destinate  alla  produzione  dei  vini   ad   indicazione

geografica  tipica  "Marmilla",  seguita  o  meno  dal riferimento al

vitigno devono assicurare ai vini un  titolo  alcolometrico  volumico

naturale minimo di:

    9,5% per i bianchi;

    10% per i rosati;

    10% per i rossi.

   Nel  caso  di  annate  particolarmente  sfavorevoli,  detti valori

possono essere ridotti dello 0,5% vol.

                               Art. 5.

   Nella vinificazione sono  ammesse  soltanto  le  pratiche  atte  a

conferire ai vini le proprie peculiari caratteristiche.

   La  resa  massima  dell'uva in vino finito, pronto per il consumo,

non deve essere superiore al 75%, per tutti i tipi di vino.

                               Art. 6.

   I vini ad indicazione geografica tipica "Marmilla", anche  con  la

specificazione  del  nome  del  vitigno,  all'atto dell'immissione al

consumo devono avere i seguenti titoli alcolometrici volumici  totali

minimi:

    "Marmilla" bianco: 10%;

    "Marmilla" rosso: 11%;

    "Marmilla" rosato: 10,5%;

    "Marmilla" novello: 11%;

    "Marmilla" frizzante: 10,5%.

                               Art. 7.

   Alla   indicazione   geografica   tipica   "Marmilla"  e'  vietata

l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste nel

presente disciplinare  di  produzione,  ivi  compresi  gli  aggettivi

extra, fine, scelto, selezionato, superiore e similari.

   E'   tuttavia   consentito   l'uso  di  indicazioni  che  facciano

riferimento a nomi, ragioni sociali  e  marchi  privati  purche'  non

abbiano  significato  laudativo e non siano tali da trarre in inganno

il consumatore.

   Ai sensi dell'art. 7, punto 5, della legge 10  febbraio  1992,  n.

164,   l'indicazione   geografica   tipica   "Marmilla"  puo'  essere

utilizzata come ricaduta per i  vini  ottenuti  da  uve  prodotte  da

vigneti,   coltivati   nell'ambito   del  territorio  delimitato  nel

precedente art. 3, ed iscritti negli albi  dei  vigneti  dei  vini  a

denominazione  di  origine,  a  condizione  che i vini per i quali si

intende utilizzare la indicazione geografica tipica di cui  trattasi,

abbiano i requisiti previsti per una o piu' delle tipologie di cui al

presente disciplinare.


                                                            ANNESSO D

Disciplinare di produzione dei vini ad indicazione geografica tipica

                               "Nurra"

                               Art. 1.

   La  indicazione  geografica  tipica  "Nurra",  accompagnata o meno

dalle  specificazioni   previste   dal   presente   disciplinare   di

produzione,  e'  riservata  ai  mosti  e  ai vini che rispondono alle

condizioni ed ai requisiti in appresso indicati.

                               Art. 2.

   La indicazione geografica tipica "Nurra" e' riservata ai  seguenti

vini:

    bianchi, anche nella tipologia frizzante;

    rossi, anche nelle tipologie frizzante e novello;

    rosati, anche nella tipologia frizzante.

   I  vini  ad indicazione geografica tipica "Nurra" bianchi, rossi e

rosati devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti composti,

nell'ambito  aziendale,  da  uno  o  piu'  vitigni  raccomandati  e/o

autorizzati  rispettivamente  per la provincia di Sassari, a bacca di

colore corrispondente.

   La indicazione geografica tipica "Nurra", con la specificazione di

uno dei vitigni raccomandati e/o  autorizzati  per  la  provincia  di

Sassari  con  l'esclusione  dei  vitigni  Cannonau, Carignano, Giro',

Malvasia, Monica, Moscato, Nasco,  Nuragus,  Semidano,  Vermentino  e

Vernaccia e' riservata ai vini ottenuti da uve provenienti da vigneti

composti,  nell'ambito aziendale, per almeno l'85% dai corrispondenti

vitigni.

   Possono concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione  dei

mosti  e  vini  sopra  indicati, le uve dei vitigni a bacca di colore

analogo, non aromatici, raccomandati e/o autorizzati per la provincia

di Sassari, fino ad un massimo del 15%.

   I  vini  ad  indicazione  geografica   tipica   "Nurra"   con   la

specificazione  di  uno  dei  vitigni  di  cui  al presente articolo,

possono essere  prodotti  anche  nelle  tipologie  frizzante  nonche'

novello per i vini ottenuti da vitigni a bacca rossa.

                               Art. 3.

   La  zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei mosti e dei

vini atti ad essere designati con la  indicazione  geografica  tipica

"Nurra"  comprende  l'intero  territorio  amministrativo dei seguenti

comuni:  Alghero,  Ittiri,  Olmedo,  Ossi,  Porto  Torres,   Sassari,

Stintino, Tissi, Uri e Usini, in provincia di Sassari.

                               Art. 4.

   Le  condizioni  ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla

produzione  dei  vini  di  cui  all'art.  2  devono   essere   quelle

tradizionali della zona.

   La  produzione  massima  di  uva  per ettaro di vigneto in coltura

specializzata, nell'ambito  aziendale,  per  i  vini  ad  indicazione

geografica  tipica  "Nurra",  accompagnati  o meno dal riferimento al

nome  del  vitigno,  non  deve  essere  superiore  rispettivamente  a

tonnellate  16  per le tipologie rosso e rosato e a tonnellate 17 per

la tipologia bianco.

   Le   uve   destinate  alla  produzione  dei  vini  ad  indicazione

geografica tipica "Nurra", seguita o meno dal riferimento al  vitigno

devono  assicurare  ai vini un titolo alcolometrico volumico naturale

minimo di:

    9,5% per i bianchi;

    10% per i rosati;

    10% per i rossi.

   Nel caso  di  annate  particolarmente  sfavorevoli,  detti  valori

possono essere ridotti dello 0,5% vol.

                               Art. 5.

   Nella  vinificazione  sono  ammesse  soltanto  le  pratiche atte a

conferire ai vini le proprie peculiari caratteristiche.

   La resa massima dell'uva in vino finito, pronto  per  il  consumo,

non deve essere superiore al 75%, per tutti i tipi di vino.

                               Art. 6.

   I  vini  ad  indicazione  geografica  tipica "Nurra", anche con la

specificazione del nome  del  vitigno,  all'atto  dell'immissione  al

consumo  devono avere i seguenti titoli alcolometrici volumici totali

minimi:

    "Nurra" bianco: 10%;

    "Nurra" rosso: 10,5%;

    "Nurra" rosato: 10,5%

    "Nurra" novello: 11%;

    "Nurra" frizzante: 10,5%.

                               Art. 7.

   Alla indicazione geografica tipica "Nurra" e'  vietata  l'aggiunta

di  qualsiasi  qualificazione diversa da quelle previste nel presente

disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi  extra,  fine,

scelto, selezionato, superiore e similari.

   E'   tuttavia   consentito   l'uso  di  indicazioni  che  facciano

riferimento a nomi, ragioni sociali  e  marchi  privati  purche'  non

abbiano  significato  laudativo e non siano tali da trarre in inganno

il consumatore.

   Ai sensi dell'art. 7, punto 5, della legge 10  febbraio  1992,  n.

164,  l'indicazione  geografica tipica "Nurra" puo' essere utilizzata

come ricaduta per  i  vini  ottenuti  da  uve  prodotte  da  vigneti,

coltivati  nell'ambito  del territorio delimitato nel precedente art.

3, ed iscritti negli albi dei vigneti dei  vini  a  denominazione  di

origine, a condizione che i vini per i quali si intende utilizzare la

indicazione  geografica  tipica  di cui trattasi, abbiano i requisiti

previsti  per  una  o  piu'  delle  tipologie  di  cui  al   presente

disciplinare.


                                                            ANNESSO E

Disciplinare di produzione dei vini ad indicazione geografica tipica

                             "Ogliastra"

                               Art. 1.

   La  indicazione geografica tipica "Ogliastra", accompagnata o meno

dalle  specificazioni   previste   dal   presente   disciplinare   di

produzione,  e'  riservata  ai  mosti  e  ai vini che rispondono alle

condizioni ed ai requisiti in appresso indicati.

                               Art. 2.

   La indicazione geografica tipica "Ogliastra" e' riservata ai

seguenti vini:

    bianchi, anche nella tipologia frizzante;

    rossi, anche nelle tipologie frizzante e novello;

    rosati, anche nella tipologia frizzante.

   I vini ad indicazione geografica tipica "Ogliastra" bianchi, rossi

e rosati  devono  essere  ottenuti  da  uve  provenienti  da  vigneti

composti,  nell'ambito  aziendale, da uno o piu' vitigni raccomandati

e/o autorizzati rispettivamente per le  province  di  Cagliari  e  di

Nuoro, a bacca di colore corrispondente.

   La    indicazione    geografica   tipica   "Ogliastra",   con   la

specificazione di uno dei vitigni raccomandati e/o autorizzati per le

corrispondenti province di Cagliari  e  Nuoro  con  l'esclusione  dei

vitigni Cannonau, Carignano, Giro', Malvasia, Monica, Moscato, Nasco,

Nuragus,  Semidano,  Vermentino  e  Vernaccia  e'  riservata  ai vini

ottenuti  da  uve  provenienti  da  vigneti   composti,   nell'ambito

aziendale, per almeno l'85% dai corrispondenti vitigni.

   Possono  concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione dei

mosti e vini sopra indicati, le uve dei vitigni  a  bacca  di  colore

analogo,  non aromatici, raccomandati e/o autorizzati per le province

sopra indicate, fino ad un massimo del 15%.

   I  vini  ad  indicazione  geografica  tipica  "Ogliastra"  con  la

specificazione  di  uno  dei  vitigni  di  cui  al presente articolo,

possono essere  prodotti  anche  nelle  tipologie  frizzante  nonche'

novello per i vini ottenuti da vitigni a bacca rossa.

                               Art. 3.

   La  zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei mosti e dei

vini atti ad essere designati con la  indicazione  geografica  tipica

"Ogliastra" comprende l'intero territorio amministrativo dei seguenti

comuni:  Arzana,  Barisardo, Baunei, Cardedu, Elini, Gairo, Girasole,

Ierzu, Ilbono, Lanusei, Loceri, Lotzorai, Osini, Perdasdefogu,  Seui,

Talana,   Tertenia,  Tortoli',  Triei,  Ulassai,  Urzulei,  Ussassai,

Villagrande, in provincia di Nuoro e i comuni di Villaputzu San Vito,

in provincia di Cagliari.

                               Art. 4.

   Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti  destinati  alla

produzione   dei   vini  di  cui  all'art.  2  devono  essere  quelle

tradizionali della zona.

   La  produzione  massima  di  uva  per ettaro di vigneto in coltura

specializzata, nell'ambito  aziendale,  per  i  vini  ad  indicazione

geografica tipica "Ogliastra", accompagnati o meno dal riferimento al

nome  del  vitigno,  non  deve  essere  superiore  rispettivamente  a

tonnellate 15 per le tipologie rosso e rosato e a tonnellate  16  per

la tipologia bianco.

   Le   uve   destinate  alla  produzione  dei  vini  ad  indicazione

geografica tipica "Ogliastra", seguita  o  meno  dal  riferimento  al

vitigno  devono  assicurare  ai vini un titolo alcolometrico volumico

naturale minimo di:

    9,5% per i bianchi;

    10% per i rosati;

    10% per i rossi.

   Nel caso  di  annate  particolarmente  sfavorevoli,  detti  valori

possono essere ridotti dello 0,5% vol.

                               Art. 5.

   Nella  vinificazione  sono  ammesse  soltanto  le  pratiche atte a

conferire ai vini le proprie peculiari caratteristiche.

   La resa massima dell'uva in vino finito, pronto  per  il  consumo,

non deve essere superiore al 75%, per tutti i tipi di vino.

                               Art. 6.

   I  vini ad indicazione geografica tipica "Ogliastra", anche con la

specificazione del nome  del  vitigno,  all'atto  dell'immissione  al

consumo  devono avere i seguenti titoli alcolometrici volumici totali

minimi:

    "Ogliastra" bianco 10%;

    "Ogliastra" rosso 11%;

    "Ogliastra" rosato 10,5%;

    "Ogliastra" novello 11%;

    "Ogliastra" frizzante 10,5%.

                               Art. 7.

   Alla  indicazione  geografica  tipica   "Ogliastra"   e'   vietata

l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste nel

presente  disciplinare  di  produzione,  ivi  compresi  gli aggettivi

extra, fine, scelto, selezionato, superiore e similari.

   E'  tuttavia  consentito  l'uso  di   indicazioni   che   facciano

riferimento  a  nomi,  ragioni  sociali  e marchi privati purche' non

abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre  in  inganno

il consumatore.

   Ai  sensi  dell'art.  7, punto 5, della legge 10 febbraio 1992, n.

164,  l'indicazione  geografica  tipica   "Ogliastra"   puo'   essere

utilizzata  come  ricaduta  per  i  vini  ottenuti da uve prodotte da

vigneti,  coltivati  nell'ambito  del   territorio   delimitato   nel

precedente  art.  3,  ed  iscritti  negli albi dei vigneti dei vini a

denominazione di origine, a condizione che i  vini  per  i  quali  si

intende  utilizzare la indicazione geografica tipica di cui trattasi,

abbiano i requisiti previsti per una o piu' delle tipologie di cui al

presente disciplinare.


                                                            ANNESSO F

                 Disciplinare di produzione dei vini

            ad indicazione geografica tipica "Parteolla"

                               Art. 1.

   La  indicazione geografica tipica "Parteolla", accompagnata o meno

dalle  specificazioni   previste   dal   presente   disciplinare   di

produzione,  e'  riservata  ai  mosti  e  ai vini che rispondono alle

condizioni ed ai requisiti in appresso indicati.

                               Art. 2.

   La indicazione geografica tipica "Parteolla" e' riservata ai

seguenti vini:

    bianchi, anche nella tipologia frizzante;

    rossi, anche nelle tipologie frizzante e novello;

    rosati, anche nella tipologia frizzante.

   I vini ad indicazione geografica tipica "Parteolla" bianchi, rossi

e rosati  devono  essere  ottenuti  da  uve  provenienti  da  vigneti

composti,  nell'ambito  aziendale, da uno o piu' vitigni raccomandati

e/o autorizzati per la provincia  di  Cagliari,  a  bacca  di  colore

corrispondente.

   La    indicazione    geografica   tipica   "Parteolla",   con   la

specificazione di uno dei vitigni raccomandati e/o autorizzati per la

provincia  di  Cagliari  con  l'esclusione  dei   vitigni   Cannonau,

Carignano,   Giro',   Malvasia,   Monica,  Moscato,  Nasco,  Nuragus,

Semidano, Vermentino e Vernaccia e' riservata ai vini ottenuti da uve

provenienti da vigneti composti, nell'ambito  aziendale,  per  almeno

l'85% dai corrispondenti vitigni.

   Possono  concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione dei

mosti e vini sopra indicati, le uve dei vitigni  a  bacca  di  colore

analogo, non aromatici, raccomandati e/o autorizzati per la provincia

di Cagliari, fino ad un massimo del 15%.

   I  vini  ad  indicazione  geografica  tipica  "Parteolla"  con  la

specificazione di uno  dei  vitigni  di  cui  al  presente  articolo,

possono  essere  prodotti  anche  nelle  tipologie  frizzante nonche'

novello per i vini ottenuti da vitigni a bacca rossa.

                               Art. 3.

   La zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei mosti e  dei

vini  atti  ad  essere designati con la indicazione geografica tipica

"Parteolla" comprende l'intero territorio amministrativo dei seguenti

comuni: Dolianova, Donure, Monastir, Serbiana, Soleminis e Ussana, in

provincia di Cagliari.

                               Art. 4.

   Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti  destinati  alla

produzione   dei   vini  di  cui  all'art.  2  devono  essere  quelle

tradizionali della zona.

   La produzione massima di uva per  ettaro  di  vigneto  in  coltura

specializzata,  nell'ambito  aziendale,  per  i  vini  ad indicazione

geografica tipica "Parteolla", accompagnati o meno dal riferimento al

nome  del  vitigno,  non  deve  essere  superiore  rispettivamente  a

tonnellate  15  per le tipologie rosso e rosato e a tonnellate 16 per

la tipologia bianco.

   Le   uve   destinate  alla  produzione  dei  vini  ad  indicazione

geografica tipica "Parteolla", seguita  o  meno  dal  riferimento  al

vitigno  devono  assicurare  ai vini un titolo alcolometrico volumico

naturale minimo di:

    9,5% per i bianchi;

    10% per i rosati;

    10% per i rossi.

   Nel caso  di  annate  particolarmente  sfavorevoli,  detti  valori

possono essere ridotti dello 0,5% vol.

                               Art. 5.

   Nella  vinificazione  sono  ammesse  soltanto  le  pratiche atte a

conferire ai vini le proprie peculiari caratteristiche.

   La resa massima dell'uva in vino finito, pronto  per  il  consumo,

non deve essere superiore al 75%, per tutti i tipi di vino.

                               Art. 6.

   I  vini ad indicazione geografica tipica "Parteolla", anche con la

specificazione del nome  del  vitigno,  all'atto  dell'immissione  al

consumo  devono avere i seguenti titoli alcolometrici volumici totali

minimi:

    "Parteolla" bianco: 10%;

    "Parteolla" rosso: 11%;

    "Parteolla" rosato: 10,5%;

    "Parteolla" novello: 11%;

    "Parteolla" frizzante: 10,5%.

                               Art. 7.

   Alla  indicazione  geografica  tipica   "Parteolla"   e'   vietata

l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste nel

presente  disciplinare  di  produzione,  ivi  compresi  gli aggettivi

extra, fine, scelto, selezionato, superiore e similari.

   E'  tuttavia  consentito  l'uso  di   indicazioni   che   facciano

riferimento  a  nomi,  ragioni  sociali  e marchi privati purche' non

abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre  in  inganno

il consumatore.

   Ai  sensi  dell'art.  7, punto 5, della legge 10 febbraio 1992, n.

164,  l'indicazione  geografica  tipica   "Parteolla"   puo'   essere

utilizzata  come  ricaduta  per  i  vini  ottenuti da uve prodotte da

vigneti,  coltivati  nell'ambito  del   territorio   delimitato   nel

precedente  art.  3,  ed  iscritti  negli albi dei vigneti dei vini a

denominazione di origine, a condizione che i  vini  per  i  quali  si

intende  utilizzare la indicazione geografica tipica di cui trattasi,

abbiano i requisiti previsti per una o piu' delle tipologie di cui al

presente disciplinare.


                                                            ANNESSO G

                 Disciplinare di produzione dei vini

            ad indicazione geografica tipica "Planargia"

                               Art. 1.

   La  indicazione geografica tipica "Planargia", accompagnata o meno

dalle  specificazioni   previste   dal   presente   disciplinare   di

produzione,  e'  riservata  ai  mosti  e  ai vini che rispondono alle

condizioni ed ai requisiti in appresso indicati.

                               Art. 2.

   La indicazione  geografica  tipica  "Planargia"  e'  riservata  ai

seguenti vini:

    bianchi, anche nella tipologia frizzante;

    rossi, anche nelle tipologie frizzante e novello;

    rosati, anche nella tipologia frizzante.

   I vini ad indicazione geografica tipica "Planargia" bianchi, rossi

e  rosati  devono  essere  ottenuti  da  uve  provenienti  da vigneti

composti, nell'ambito aziendale, da uno o piu'  vitigni  raccomandati

e/o  autorizzati  per  le province di Nuoro e di Oristano, a bacca di

colore corrispondente.

   La   indicazione   geografica   tipica   "Planargia",    con    la

specificazione  di  uno  dei  vitigni  raccomandati  e/o  autorizzati

rispettivamente  per  le  province  di  Nuoro  e  di   Oristano   con

l'esclusione   dei  vitigni  Cannonau,  Carignano,  Giro',  Malvasia,

Monica, Moscato, Nasco, Nuragus, Semidano, Vermentino e Vernaccia  e'

riservata  ai  vini  ottenuti da uve provenienti da vigneti composti,

nell'ambito aziendale, per almeno l'85% dai corrispondenti vitigni.

   Possono concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione  dei

mosti  e  vini  sopra  indicati, le uve dei vitigni a bacca di colore

analogo, non aromatici, raccomandati e/o autorizzati per le  province

sopra indicate, fino ad un massimo del 15%.

   I  vini  ad  indicazione  geografica  tipica  "Planargia"  con  la

specificazione di uno  dei  vitigni  di  cui  al  presente  articolo,

possono  essere  prodotti  anche  nelle  tipologie  frizzante nonche'

novello per i vini ottenuti da vitigni a bacca rossa.

                               Art. 3.

   La zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei mosti e  dei

vini  atti  ad  essere designati con la indicazione geografica tipica

"Planargia" comprende l'intero territorio amministrativo dei seguenti

comuni: Bosa, Flussio, Magomadas, Modolo, Sagama,  Suni,  Tinnura  in

provincia di Nuoro e Tresmuraghes, in provincia di Oristano.

                               Art. 4.

   Le  condizioni  ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla

produzione  dei  vini  di  cui  all'art.  2  devono   essere   quelle

tradizionali della zona.

   La  produzione  massima  di  uva  per ettaro di vigneto in coltura

specializzata, nell'ambito  aziendale,  per  i  vini  ad  indicazione

geografica tipica "Planargia", accompagnati o meno dal riferimento al

nome  del  vitigno,  non  deve  essere  superiore  rispettivamente  a

tonnellate 15 per le tipologie rosso e rosato e a tonnellate  16  per

la tipologia bianco.

   Le   uve   destinate  alla  produzione  dei  vini  ad  indicazione

geografica tipica "Planargia", seguita  o  meno  dal  riferimento  al

vitigno  devono  assicurare  ai vini un titolo alcolometrico volumico

naturale minimo di:

    9,5% per i bianchi;

    10% per i rosati;

    10% per i rossi.

   Nel caso  di  annate  particolarmente  sfavorevoli,  detti  valori

possono essere ridotti dello 0,5% vol.

                               Art. 5.

   Nella  vinificazione  sono  ammesse  soltanto  le  pratiche atte a

conferire ai vini le proprie peculiari caratteristiche.

   La resa massima dell'uva in vino finito, pronto  per  il  consumo,

non deve essere superiore al 75%, per tutti i tipi di vino.

                               Art. 6.

   I  vini ad indicazione geografica tipica "Planargia", anche con la

specificazione del nome  del  vitigno,  all'atto  dell'immissione  al

consumo  devono avere i seguenti titoli alcolometrici volumici totali

minimi:

    "Planargia" bianco: 10%;

    "Planargia" rosso: 11%;

    "Planargia" rosato: 10,5%;

    "Planargia" novello: 11%;

    "Planargia" frizzante: 10,5%.

                               Art. 7.

   Alla  indicazione  geografica  tipica   "Planargia"   e'   vietata

l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste nel

presente  disciplinare  di  produzione,  ivi  compresi  gli aggettivi

extra, fine, scelto, selezionato, superiore e similari.

   E'  tuttavia  consentito  l'uso  di   indicazioni   che   facciano

riferimento  a  nomi,  ragioni  sociali  e marchi privati purche' non

abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre  in  inganno

il consumatore.

   Ai  sensi  dell'art.  7, punto 5, della legge 10 febbraio 1992, n.

164,  l'indicazione  geografica  tipica   "Planargia"   puo'   essere

utilizzata  come  ricaduta  per  i  vini  ottenuti da uve prodotte da

vigneti,  coltivati  nell'ambito  del   territorio   delimitato   nel

precedente  art.  3,  ed  iscritti  negli albi dei vigneti dei vini a

denominazione di origine, a condizione che i  vini  per  i  quali  si

intende  utilizzare la indicazione geografica tipica di cui trattasi,

abbiano i requisiti previsti per una o piu' delle tipologie di cui al

presente disciplinare.


                                                            ANNESSO H

                 Disciplinare di produzione dei vini

        ad indicazione geografica tipica "Provincia di Nuoro"

                               Art. 1.

   La   indicazione   geografica   tipica   "Provincia   di   Nuoro",

accompagnata  o  meno  dalle  specificazioni  previste  dal  presente

disciplinare  di  produzione,  e'  riservata  ai  mosti e ai vini che

rispondono alle condizioni ed ai requisiti in appresso indicati.

                               Art. 2.

   La indicazione geografica tipica "Provincia di Nuoro" e' riservata

ai seguenti vini:

    bianchi, anche nella tipologia frizzante;

    rossi, anche nelle tipologie frizzante e novello;

    rosati, anche nella tipologia frizzante.

   I vini ad  indicazione  geografica  tipica  "Provincia  di  Nuoro"

bianchi,  rossi e rosati devono essere ottenuti da uve provenienti da

vigneti composti,  nell'ambito  aziendale,  da  uno  o  piu'  vitigni

raccomandati  e/o  autorizzati  per la provincia di Nuoro, a bacca di

colore corrispondente.

   La indicazione geografica tipica  "Provincia  di  Nuoro",  con  la

specificazione di uno dei vitigni raccomandati e/o autorizzati per la

provincia  di Nuoro con l'esclusione dei vitigni Cannonau, Carignano,

Giro',  Malvasia,  Monica,   Moscato,   Nasco,   Nuragus,   Semidano,

Vermentino   e  Vernaccia  e'  riservata  ai  vini  ottenuti  da  uve

provenienti da vigneti composti, nell'ambito  aziendale,  per  almeno

l'85% dai corrispondenti vitigni.

   Possono  concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione dei

mosti e vini sopra indicati, le uve dei vitigni  a  bacca  di  colore

analogo, non aromatici, raccomandati e/o autorizzati per la provincia

di Nuoro, fino ad un massimo del 15%.

   I  vini  ad indicazione geografica tipica "Provincia di Nuoro" con

la specificazione di uno dei vitigni di  cui  al  presente  articolo,

possono  essere  prodotti  anche  nelle  tipologie  frizzante nonche'

novello per i vini ottenuti da vitigni a bacca rossa.

                               Art. 3.

   La zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei mosti e  dei

vini  atti  ad  essere designati con la indicazione geografica tipica

"Provincia di Nuoro"  comprende  l'intero  territorio  amministrativo

della provincia di Nuoro.

                               Art. 4.

   Le  condizioni  ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla

produzione  dei  vini  di  cui  all'art.  2  devono   essere   quelle

tradizionali della zona.

   La  produzione  massima  di  uva  per ettaro di vigneto in coltura

specializzata, nell'ambito  aziendale,  per  i  vini  ad  indicazione

geografica  tipica  "Provincia  di  Nuoro",  accompagnati  o meno dal

riferimento  al  nome  del  vitigno,  non   deve   essere   superiore

rispettivamente  a  tonnellate 15 per le tipologie rosso e rosato e a

tonnellate 16 per la tipologia bianco.

   Le   uve   destinate  alla  produzione  dei  vini  ad  indicazione

geografica  tipica  "Provincia  di  Nuoro",  seguita   o   meno   dal

riferimento   al   vitigno   devono  assicurare  ai  vini  un  titolo

alcolometrico volumico naturale minimo di:

    9,5% per i bianchi;

    10% per i rosati;

    10% per i rossi.

   Nel caso  di  annate  particolarmente  sfavorevoli,  detti  valori

possono essere ridotti dello 0,5% vol.

                               Art. 5.

   Nella  vinificazione  sono  ammesse  soltanto  le  pratiche atte a

conferire ai vini le proprie peculiari caratteristiche.

   La resa massima dell'uva in vino finito, pronto  per  il  consumo,

non deve essere superiore al 75%, per tutti i tipi di vino.

                               Art. 6.

   I  vini  ad  indicazione  geografica  tipica "Provincia di Nuoro",

anche  con  la  specificazione  del  nome   del   vitigno,   all'atto

dell'immissione   al   consumo   devono   avere   i  seguenti  titoli

alcolometrici volumici totali minimi:

    "Provincia di Nuoro" bianco: 10%;

    "Provincia di Nuoro" rosso: 11%;

    "Provincia di Nuoro" rosato: 10,5%;

    "Provincia di Nuoro" novello: 11%;

    "Provincia di Nuoro" frizzante: 10,5%.

                               Art. 7.

   Alla indicazione geografica tipica "Provincia di Nuoro" e' vietata

l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste nel

presente disciplinare  di  produzione,  ivi  compresi  gli  aggettivi

extra, fine, scelto, selezionato, superiore e similari.

   E'   tuttavia   consentito   l'uso  di  indicazioni  che  facciano

riferimento a nomi, ragioni sociali  e  marchi  privati  purche'  non

abbiano  significato  laudativo e non siano tali da trarre in inganno

il consumatore.

   Ai sensi dell'art. 7, punto 5, della legge 10  febbraio  1992,  n.

164, l'indicazione geografica tipica "Provincia di Nuoro" puo' essere

utilizzata  come  ricaduta  per  i  vini  ottenuti da uve prodotte da

vigneti,  coltivati  nell'ambito  del   territorio   delimitato   nel

precedente  art.  3,  ed  iscritti  negli albi dei vigneti dei vini a

denominazione di origine, a condizione che i  vini  per  i  quali  si

intende  utilizzare la indicazione geografica tipica di cui trattasi,

abbiano i requisiti previsti per una o piu' delle tipologie di cui al

presente disciplinare.


                                                            ANNESSO I

                 Disciplinare di produzione dei vini

             ad indicazione geografica tipica "Romangia"

                               Art. 1.

   La  indicazione  geografica tipica "Romangia", accompagnata o meno

dalle  specificazioni   previste   dal   presente   disciplinare   di

produzione,  e'  riservata  ai  mosti  e  ai vini che rispondono alle

condizioni ed ai requisiti in appresso indicati.

                               Art. 2.

   La  indicazione  geografica  tipica  "Romangia"  e'  riservata  ai

seguenti vini:

    bianchi, anche nella tipologia frizzante;

    rossi, anche nelle tipologie frizzante e novello;

    rosati, anche nella tipologia frizzante.

   I  vini ad indicazione geografica tipica "Romangia" bianchi, rossi

e rosati  devono  essere  ottenuti  da  uve  provenienti  da  vigneti

composti,  nell'ambito  aziendale, da uno o piu' vitigni raccomandati

e/o autorizzati per la  provincia  di  Sassari,  a  bacca  di  colore

corrispondente.

   La indicazione geografica tipica "Romangia", con la specificazione

di  uno  dei vitigni raccomandati e/o autorizzati per la provincia di

Sassari con l'esclusione  dei  vitigni  Cannonau,  Carignano,  Giro',

Malvasia,  Monica,  Moscato,  Nasco,  Nuragus, Semidano, Vermentino e

Vernaccia e' riservata ai vini ottenuti da uve provenienti da vigneti

composti, nell'ambito aziendale, per almeno l'85% dai  corrispondenti

vitigni.

   Possono  concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione dei

mosti e vini sopra indicati, le uve dei vitigni  a  bacca  di  colore

analogo, non aromatici, raccomandati e/o autorizzati per la provincia

di Sassari, fino ad un massimo del 15%.

   I   vini  ad  indicazione  geografica  tipica  "Romangia"  con  la

specificazione di uno  dei  vitigni  di  cui  al  presente  articolo,

possono  essere  prodotti  anche  nelle  tipologie  frizzante nonche'

novello per i vini ottenuti da vitigni a bacca rossa.

                               Art. 3.

   La zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei mosti e  dei

vini  atti  ad  essere designati con la indicazione geografica tipica

"Romangia" comprende l'intero territorio amministrativo dei comuni di

Castelsanto,  Osilo,  Sennori,  Sorso,  Valledoria  in  provincia  di

Sassari.

                               Art. 4.

   Le  condizioni  ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla

produzione  dei  vini  di  cui  all'art.  2  devono   essere   quelle

tradizionali della zona.

   La  produzione  massima  di  uva  per ettaro di vigneto in coltura

specializzata, nell'ambito  aziendale,  per  i  vini  ad  indicazione

geografica  tipica "Romangia", accompagnati o meno dal riferimento al

nome  del  vitigno,  non  deve  essere  superiore  rispettivamente  a

tonnellate 16 per tutte le tipologie.

   Le   uve   destinate  alla  produzione  dei  vini  ad  indicazione

geografica tipica "Romangia",  seguita  o  meno  dal  riferimento  al

vitigno  devono  assicurare  ai vini un titolo alcolometrico volumico

naturale minimo di:

    9,5% per i bianchi;

    10% per i rosati;

    10% per i rossi.

   Nel caso  di  annate  particolarmente  sfavorevoli,  detti  valori

possono essere ridotti dello 0,5% vol.

                               Art. 5.

   Nella  vinificazione  sono  ammesse  soltanto  le  pratiche atte a

conferire ai vini le proprie peculiari caratteristiche.

   La resa massima dell'uva in vino finito, pronto  per  il  consumo,

non deve essere superiore al 75%, per tutti i tipi di vino.

                               Art. 6.

   I  vini  ad indicazione geografica tipica "Romangia", anche con la

specificazione del nome  del  vitigno,  all'atto  dell'immissione  al

consumo  devono avere i seguenti titoli alcolometrici volumici totali

minimi:

    "Romangia" bianco: 10%;

    "Romangia" rosso: 10,5%;

    "Romangia" rosato: 10,5%;

    "Romangia" novello: 11%;

    "Romangia" frizzante: 10,5%.

                               Art. 7.

   Alla  indicazione  geografica   tipica   "Romangia"   e'   vietata

l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste nel

presente  disciplinare  di  produzione,  ivi  compresi  gli aggettivi

extra, fine, scelto, selezionato, superiore e similari.

   E'  tuttavia  consentito  l'uso  di   indicazioni   che   facciano

riferimento  a  nomi,  ragioni  sociali  e marchi privati purche' non

abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre  in  inganno

il consumatore.

   Ai  sensi  dell'art.  7, punto 5, della legge 10 febbraio 1992, n.

164,  l'indicazione  geografica   tipica   "Romangia"   puo'   essere

utilizzata  come  ricaduta  per  i  vini  ottenuti da uve prodotte da

vigneti,  coltivati  nell'ambito  del   territorio   delimitato   nel

precedente  art.  3,  ed  iscritti  negli albi dei vigneti dei vini a

denominazione di origine, a condizione che i  vini  per  i  quali  si

intende  utilizzare la indicazione geografica tipica di cui trattasi,

abbiano i requisiti previsti per una o piu' delle tipologie di cui al

presente disciplinare.



                                                            ANNESSO L

                 Disciplinare di produzione dei vini

             ad indicazione geografica tipica "Sibiola"

                               Art. 1.

   La  indicazione  geografica  tipica "Sibiola", accompagnata o meno

dalle  specificazioni   previste   dal   presente   disciplinare   di

produzione,  e'  riservata  ai  mosti  e  ai vini che rispondono alle

condizioni ed ai requisiti in appresso indicati.

                               Art. 2.

   La  indicazione  geografica  tipica  "Sibiola"  e'  riservata   ai

seguenti vini:

    bianchi, anche nella tipologia frizzante;

    rossi, anche nelle tipologie frizzante e novello;

    rosati, anche nella tipologia frizzante.

   I vini ad indicazione geografica tipica "Sibiola" bianchi, rossi e

rosati devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti composti,

nell'ambito  aziendale,  da  uno  o  piu'  vitigni  raccomandati  e/o

autorizzati  per  la  provincia  di  Cagliari,  a  bacca  di   colore

corrispondente.

   La  indicazione geografica tipica "Sibiola", con la specificazione

di uno dei vitigni raccomandati e/o autorizzati per la  provincia  di

Cagliari  con  l'esclusione  dei  vitigni Cannonau, Carignano, Giro',

Malvasia, Monica, Moscato, Nasco,  Nuragus,  Semidano,  Vermentino  e

Vernaccia e' riservata ai vini ottenuti da uve provenienti da vigneti

composti,  nell'ambito aziendale, per almeno l'85% dai corrispondenti

vitigni.

   Possono concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione  dei

mosti  e  vini  sopra  indicati, le uve dei vitigni a bacca di colore

analogo, non aromatici, raccomandati e/o autorizzati per la provincia

di Cagliari, fino ad un massimo del 15%.

   I  vini  ad  indicazione  geografica  tipica  "Sibiola"   con   la

specificazione  di  uno  dei  vitigni  di  cui  al presente articolo,

possono essere  prodotti  anche  nelle  tipologie  frizzante  nonche'

novello per i vini ottenuti da vitigni a bacca rossa.

                               Art. 3.

   La  zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei mosti e dei

vini atti ad essere designati con la  indicazione  geografica  tipica

"Sibiola"  comprende il territorio dei comuni di Serdiana e Soleminis

in provincia di Cagliari  cosi'  delimitato:  partendo  dall'incrocio

della  s.s.  n.  387 del Gerrei con il bivio per Dolianova si procede

per la circonvallazione  di  Serdiana  fino  al  bivio  della  strada

provinciale  per  Ussana, si segue questa fino al confine comunale di

Serdiana, si segue tale confine per tutti i lati  ovest  e  sud  fino

all'incrocio  del  comune di Soleminis presso il rio Funtana Basciu a

quota 128, si prosegue lungo il rio stesso  fino  all'incrocio  della

s.s. n. 387 del Gerrei, e si procede fino al punto di partenza, cioe'

al bivio di Dolianova.

                               Art. 4.

   Le  condizioni  ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla

produzione  dei  vini  di  cui  all'art.  2  devono   essere   quelle

tradizionali della zona.

   La  produzione  massima  di  uva  per ettaro di vigneto in coltura

specializzata, nell'ambito  aziendale,  per  i  vini  ad  indicazione

geografica  tipica  "Sibiola", accompagnati o meno dal riferimento al

nome  del  vitigno,  non  deve  essere  superiore  rispettivamente  a

tonnellate  15  per le tipologie rosso e rosato e a tonnellate 16 per

la tipologia bianco.

   Le  uve  destinate  alla  produzione  dei  vini   ad   indicazione

geografica  tipica  "Sibiola",  seguita  o  meno  dal  riferimento al

vitigno devono assicurare ai vini un  titolo  alcolometrico  volumico

naturale minimo di:

    9,5% per i bianchi;

    10% per i rosati;

    10% per i rossi.

   Nel  caso  di  annate  particolarmente  sfavorevoli,  detti valori

possono essere ridotti dello 0,5% vol.

                               Art. 5.

   Nella vinificazione sono  ammesse  soltanto  le  pratiche  atte  a

conferire ai vini le proprie peculiari caratteristiche.

   La  resa  massima  dell'uva in vino finito, pronto per il consumo,

non deve essere superiore al 75%, per tutti i tipi di vino.

                               Art. 6.

   I vini ad indicazione geografica tipica "Sibiola",  anche  con  la

specificazione  del  nome  del  vitigno,  all'atto dell'immissione al

consumo devono avere i seguenti titoli alcolometrici volumici  totali

minimi:

    "Sibiola" bianco: 10%;

    "Sibiola" rosso: 11%;

    "Sibiola" rosato: 10,5%;

    "Sibiola" novello: 11%;

    "Sibiola" frizzante: 10,5%.

                               Art. 7.

   Alla indicazione geografica tipica "Sibiola" e' vietata l'aggiunta

di  qualsiasi  qualificazione diversa da quelle previste nel presente

disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi  extra,  fine,

scelto, selezionato, superiore e similari.

   E'   tuttavia   consentito   l'uso  di  indicazioni  che  facciano

riferimento a nomi, ragioni sociali  e  marchi  privati  purche'  non

abbiano  significato  laudativo e non siano tali da trarre in inganno

il consumatore.

   Ai sensi dell'art. 7, punto 5, della legge 10  febbraio  1992,  n.

164, l'indicazione geografica tipica "Sibiola" puo' essere utilizzata

come  ricaduta  per  i  vini  ottenuti  da  uve  prodotte da vigneti,

coltivati nell'ambito del territorio delimitato nel  precedente  art.

3,  ed  iscritti  negli  albi dei vigneti dei vini a denominazione di

origine, a condizione che i vini per i quali si intende utilizzare la

indicazione geografica tipica di cui trattasi,  abbiano  i  requisiti

previsti   per  una  o  piu'  delle  tipologie  di  cui  al  presente

disciplinare.


                                                            ANNESSO M

                 Disciplinare di produzione dei vini

             ad indicazione geografica tipica "Tharros"

                               Art. 1.

   La  indicazione  geografica  tipica "Tharros", accompagnata o meno

dalle  specificazioni   previste   dal   presente   disciplinare   di

produzione,  e'  riservata  ai  mosti  e  ai vini che rispondono alle

condizioni ed ai requisiti in appresso indicati.

                               Art. 2.

   La  indicazione  geografica  tipica  "Tharros"  e'  riservata   ai

seguenti vini:

    bianchi, anche nella tipologia frizzante;

    rossi, anche nelle tipologie frizzante e novello;

    rosati, anche nella tipologia frizzante.

   I vini ad indicazione geografica tipica "Tharros" bianchi, rossi e

rosati devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti composti,

nell'ambito  aziendale,  da  uno  o  piu'  vitigni  raccomandati  e/o

autorizzati  per  la  provincia  di  Oristano,  a  bacca  di   colore

corrispondente.

   La  indicazione geografica tipica "Tharros", con la specificazione

di uno dei vitigni raccomandati e/o autorizzati per la  provincia  di

Oristano  con  l'esclusione  dei  vitigni Cannonau, Carignano, Giro',

Malvasia, Monica, Moscato, Nasco,  Nuragus,  Semidano,  Vermentino  e

Vernaccia e' riservata ai vini ottenuti da uve provenienti da vigneti

composti,  nell'ambito aziendale, per almeno l'85% dai corrispondenti

vitigni.

   Possono concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione  dei

mosti  e  vini  sopra  indicati, le uve dei vitigni a bacca di colore

analogo, non aromatici, raccomandati e/o autorizzati per la provincia

di Oristano, fino ad un massimo del 15%.

   I  vini  ad  indicazione  geografica  tipica  "Tharros"   con   la

specificazione  di  uno  dei  vitigni  di  cui  al presente articolo,

possono essere  prodotti  anche  nelle  tipologie  frizzante  nonche'

novello per i vini ottenuti da vitigni a bacca rossa.

                               Art. 3.

   La  zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei mosti e dei

vini atti ad essere designati con la  indicazione  geografica  tipica

"Tharros"   comprende   l'intero   territorio   amministrativo  della

provincia di Oristano.

                               Art. 4.

   Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti  destinati  alla

produzione   dei   vini  di  cui  all'art.  2  devono  essere  quelle

tradizionali della zona.

   La produzione massima di uva per  ettaro  di  vigneto  in  coltura

specializzata,  nell'ambito  aziendale,  per  i  vini  ad indicazione

geografica tipica "Tharros", accompagnati o meno dal  riferimento  al

nome  del  vitigno,  non  deve  essere  superiore  rispettivamente  a

tonnellate 15 per le tipologie rosso e rosato e a tonnellate  16  per

la tipologia bianco.

   Le   uve   destinate  alla  produzione  dei  vini  ad  indicazione

geografica tipica  "Tharros",  seguita  o  meno  dal  riferimento  al

vitigno  devono  assicurare  ai vini un titolo alcolometrico volumico

naturale minimo di:

    9,5% per i bianchi;

    10% per i rosati;

    10% per i rossi.

   Nel caso  di  annate  particolarmente  sfavorevoli,  detti  valori

possono essere ridotti dello 0,5% vol.

                               Art. 5.

   Nella  vinificazione  sono  ammesse  soltanto  le  pratiche atte a

conferire ai vini le proprie peculiari caratteristiche.

   La resa massima dell'uva in vino finito, pronto  per  il  consumo,

non deve essere superiore al 75%, per tutti i tipi di vino.

                               Art. 6.

   I  vini  ad  indicazione geografica tipica "Tharros", anche con la

specificazione del nome  del  vitigno,  all'atto  dell'immissione  al

consumo  devono avere i seguenti titoli alcolometrici volumici totali

minimi:

    "Tharros" bianco: 10%;

    "Tharros" rosso: 11%;

    "Tharros" rosato: 10,5%;

    "Tharros" novello: 11%;

    "Tharros" frizzante: 10,5%.

                               Art. 7.

   Alla indicazione geografica tipica "Tharros" e' vietata l'aggiunta

di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste  nel  presente

disciplinare  di  produzione, ivi compresi gli aggettivi extra, fine,

scelto, selezionato, superiore e similari.

   E'  tuttavia  consentito  l'uso  di   indicazioni   che   facciano

riferimento  a  nomi,  ragioni  sociali  e marchi privati purche' non

abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre  in  inganno

il consumatore.

   Ai  sensi  dell'art.  7, punto 5, della legge 10 febbraio 1992, n.

164, l'indicazione geografica tipica "Tharros" puo' essere utilizzata

come ricaduta per  i  vini  ottenuti  da  uve  prodotte  da  vigneti,

coltivati  nell'ambito  del territorio delimitato nel precedente art.

3, ed iscritti negli albi dei vigneti dei  vini  a  denominazione  di

origine, a condizione che i vini per i quali si intende utilizzare la

indicazione  geografica  tipica  di cui trattasi, abbiano i requisiti

previsti  per  una  o  piu'  delle  tipologie  di  cui  al   presente

disciplinare.


                                                            ANNESSO N

                 Disciplinare di produzione dei vini

             ad indicazione geografica tipica "Trexenta"

                               Art. 1.

   La  indicazione  geografica tipica "Trexenta", accompagnata o meno

dalle  specificazioni   previste   dal   presente   disciplinare   di

produzione,  e'  riservata  ai  mosti  e  ai vini che rispondono alle

condizioni ed ai requisiti in appresso indicati.

                               Art. 2.

   La  indicazione  geografica  tipica  "Trexenta"  e'  riservata  ai

seguenti vini:

    bianchi, anche nella tipologia frizzante;

    rossi, anche nelle tipologie frizzante e novello;

    rosati, anche nella tipologia frizzante.

   I  vini ad indicazione geografica tipica "Trexenta" bianchi, rossi

e rosati  devono  essere  ottenuti  da  uve  provenienti  da  vigneti

composti,  nell'ambito  aziendale, da uno o piu' vitigni raccomandati

e/o autorizzati per la provincia  di  Cagliari,  a  bacca  di  colore

corrispondente.

   La indicazione geografica tipica "Trexenta", con la specificazione

di  uno  dei vitigni raccomandati e/o autorizzati per la provincia di

Cagliari con l'esclusione dei  vitigni  Cannonau,  Carignano,  Giro',

Malvasia,  Monica,  Moscato,  Nasco,  Nuragus, Semidano, Vermentino e

Vernaccia e' riservata ai vini ottenuti da uve provenienti da vigneti

composti, nell'ambito aziendale, per almeno l'85% dai  corrispondenti

vitigni.

   Possono  concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione dei

mosti e vini sopra indicati, le uve dei vitigni  a  bacca  di  colore

analogo, non aromatici, raccomandati e/o autorizzati per la provincia

di Cagliari, fino ad un massimo del 15%.

   I   vini  ad  indicazione  geografica  tipica  "Trexenta"  con  la

specificazione di uno  dei  vitigni  di  cui  al  presente  articolo,

possono  essere  prodotti  anche  nelle  tipologie  frizzante nonche'

novello per i vini ottenuti da vitigni a bacca rossa.

                               Art. 3.

   La zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei mosti e  dei

vini  atti  ad  essere designati con la indicazione geografica tipica

"Trexenta"  comprende  l'intero  territorio  dei   seguenti   comuni:

Barrali,  Gesico,  Guamaggiore, Guasila, Mandas, Ortacesus, Pimentel,

Samatzai, Selegas, Senorbi, Siurgus Donigala, Suelli, S. Basilio,  S.

Andrea Frius, in provincia di Cagliari.

                               Art. 4.

   Le  condizioni  ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla

produzione  dei  vini  di  cui  all'art.  2  devono   essere   quelle

tradizionali della zona.

   La  produzione  massima  di  uva  per ettaro di vigneto in coltura

specializzata, nell'ambito  aziendale,  per  i  vini  ad  indicazione

geografica  tipica "Trexenta", accompagnati o meno dal riferimento al

nome  del  vitigno,  non  deve  essere  superiore  rispettivamente  a

tonnellate  15  per le tipologie rosso e rosato e a tonnellate 16 per

la tipologia bianco.

   Le  uve  destinate  alla  produzione  dei  vini   ad   indicazione

geografica  tipica  "Trexenta",  seguita  o  meno  dal riferimento al

vitigno devono assicurare ai vini un  titolo  alcolometrico  volumico

naturale minimo di:

    9,5% per i bianchi;

    10% per i rosati;

    10% per i rossi.

   Nel  caso  di  annate  particolarmente  sfavorevoli,  detti valori

possono essere ridotti dello 0,5% vol.

                               Art. 5.

   Nella vinificazione sono  ammesse  soltanto  le  pratiche  atte  a

conferire ai vini le proprie peculiari caratteristiche.

   La  resa  massima  dell'uva in vino finito, pronto per il consumo,

non deve essere superiore al 75%, per tutti i tipi di vino.

                               Art. 6.

   I vini ad indicazione geografica tipica "Trexenta", seguita o meno

dal riferimento al nome  del  vitigno,  all'atto  dell'immissione  al

consumo  devono avere i seguenti titoli alcolometrici volumici totali

minimi:

    "Trexenta" bianco: 10%;

    "Trexenta" rosso: 11%;

    "Trexenta" rosato: 10,5%;

    "Trexenta" novello: 11%;

    "Trexenta" frizzante: 10,5%.

                               Art. 7.

   Alla  indicazione  geografica   tipica   "Trexenta"   e'   vietata

l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste nel

presente  disciplinare  di  produzione,  ivi  compresi  gli aggettivi

extra, fine, scelto, selezionato, superiore e similari.

   E'  tuttavia  consentito  l'uso  di   indicazioni   che   facciano

riferimento  a  nomi,  ragioni  sociali  e marchi privati purche' non

abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre  in  inganno

il consumatore.

   Ai  sensi  dell'art.  7, punto 5, della legge 10 febbraio 1992, n.

164,  l'indicazione  geografica   tipica   "Trexenta"   puo'   essere

utilizzata  come  ricaduta  per  i  vini  ottenuti da uve prodotte da

vigneti,  coltivati  nell'ambito  del   territorio   delimitato   nel

precedente  art.  3,  ed  iscritti  negli albi dei vigneti dei vini a

denominazione di origine, a condizione che i  vini  per  i  quali  si

intende  utilizzare la indicazione geografica tipica di cui trattasi,

abbiano i requisiti previsti per una o piu' delle tipologie di cui al

presente disciplinare.


                                                            ANNESSO O

                 Disciplinare di produzione dei vini

         ad indicazione geografica tipica "Valle del Tirso"

                               Art. 1.

   La indicazione geografica tipica "Valle del Tirso", accompagnata o

meno  dalle  specificazioni  previste  dal  presente  disciplinare di

produzione, e' riservata ai mosti  e  ai  vini  che  rispondono  alle

condizioni ed ai requisiti in appresso indicati.

                               Art. 2.

   La indicazione geografica tipica "Valle del Tirso" e' riservata ai

seguenti vini:

    bianchi, anche nella tipologia frizzante;

    rossi, anche nelle tipologie frizzante e novello;

    rosati, anche nella tipologia frizzante.

   I vini ad indicazione geografica tipica "Valle del Tirso" bianchi,

rossi  e  rosati devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti

composti, nell'ambito aziendale, da uno o piu'  vitigni  raccomandati

e/o  autorizzati  per  la  provincia  di  Oristano, a bacca di colore

corrispondente.

   La  indicazione  geografica  tipica  "Valle  del  Tirso",  con  la

specificazione di uno dei vitigni raccomandati e/o autorizzati per la

provincia   di   Oristano  con  l'esclusione  dei  vitigni  Cannonau,

Carignano,  Giro',  Malvasia,  Monica,   Moscato,   Nasco,   Nuragus,

Semidano, Vermentino e Vernaccia e' riservata ai vini ottenuti da uve

provenienti  da  vigneti  composti, nell'ambito aziendale, per almeno

l'85% dai corrispondenti vitigni.

   Possono concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione  dei

mosti  e  vini  sopra  indicati, le uve dei vitigni a bacca di colore

analogo, non aromatici, raccomandati e/o autorizzati per la provincia

di Oristano, fino ad un massimo del 15%.

   I vini ad indicazione geografica tipica "Valle del Tirso"  con  la

specificazione  di  uno  dei  vitigni  di  cui  al presente articolo,

possono essere  prodotti  anche  nelle  tipologie  frizzante  nonche'

novello per i vini ottenuti da vitigni a bacca rossa.

                               Art. 3.

   La  zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei mosti e dei

vini atti ad essere designati con la  indicazione  geografica  tipica

"Valle  del  Tirso"  comprende l'intero territorio amministrativo dei

seguenti  comuni:  Baratili  S.  Pietro,  Cabras,  Milis,   Narbolia,

Nurachi,  Ollastra Simaxis, Oristano, Palmas Arborea, Riola Sardo, S.

Vero Milis, S. Giusta, Siamaggiore, Solarussa, Tramatza,  Zeddiani  e

Zerfaliu, in provincia di Oristano.

                               Art. 4.

   Le  condizioni  ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla

produzione  dei  vini  di  cui  all'art.  2  devono   essere   quelle

tradizionali della zona.

   La  produzione  massima  di  uva  per ettaro di vigneto in coltura

specializzata, nell'ambito  aziendale,  per  i  vini  ad  indicazione

geografica   tipica  "Valle  del  Tirso",  accompagnati  o  meno  dal

riferimento  al  nome  del  vitigno,  non   deve   essere   superiore

rispettivamente  a  tonnellate 15 per le tipologie rosso e rosato e a

tonnellate 16 per la tipologia bianco.

   Le  uve  destinate  alla  produzione  dei  vini   ad   indicazione

geografica  tipica  "Valle del Tirso", seguita o meno dal riferimento

al vitigno devono assicurare ai vini un titolo alcolometrico volumico

naturale minimo di:

    9,5% per i bianchi;

    10% per i rosati;

    10% per i rossi.

   Nel caso  di  annate  particolarmente  sfavorevoli,  detti  valori

possono essere ridotti dello 0,5% vol.

                               Art. 5.

   Nella  vinificazione  sono  ammesse  soltanto  le  pratiche atte a

conferire ai vini le proprie peculiari caratteristiche.

   La resa massima dell'uva in vino finito, pronto  per  il  consumo,

non deve essere superiore al 75%, per tutti i tipi di vino.

                               Art. 6.

   I vini ad indicazione geografica tipica "Valle del Tirso", seguita

o  meno dal riferimento al nome del vitigno, all'atto dell'immissione

al consumo devono avere  i  seguenti  titoli  alcolometrici  volumici

totali minimi:

    "Valle del Tirso" bianco 10%;

    "Valle del Tirso" rosso 11%;

    "Valle del Tirso" rosato 10,5%;

    "Valle del Tirso" novello 11%;

    "Valle del Tirso" frizzante 10,5%.

                               Art. 7.

   Alla  indicazione  geografica  tipica "Valle del Tirso" e' vietata

l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste nel

presente disciplinare  di  produzione,  ivi  compresi  gli  aggettivi

extra, fine, scelto, selezionato, superiore e similari.

   E'   tuttavia   consentito   l'uso  di  indicazioni  che  facciano

riferimento a nomi, ragioni sociali  e  marchi  privati  purche'  non

abbiano  significato  laudativo e non siano tali da trarre in inganno

il consumatore.

   Ai sensi dell'art. 7, punto 5, della legge 10  febbraio  1992,  n.

164,  l'indicazione  geografica  tipica "Valle del Tirso" puo' essere

utilizzata come ricaduta per i  vini  ottenuti  da  uve  prodotte  da

vigneti,   coltivati   nell'ambito   del  territorio  delimitato  nel

precedente art. 3, ed iscritti negli albi  dei  vigneti  dei  vini  a

denominazione  di  origine,  a  condizione  che i vini per i quali si

intende utilizzare la indicazione geografica tipica di cui  trattasi,

abbiano i requisiti previsti per una o piu' delle tipologie di cui al

presente disciplinare.


                                                            ANNESSO P

                 Disciplinare di produzione dei vini

       ad indicazione geografica tipica "Valli di Porto Pino"

                               Art. 1.

   La   indicazione   geografica   tipica   "Valli  di  Porto  Pino",

accompagnata  o  meno  dalle  specificazioni  previste  dal  presente

disciplinare  di  produzione,  e'  riservata  ai  mosti e ai vini che

rispondono alle condizioni ed ai requisiti in appresso indicati.

                               Art. 2.

   La  indicazione  geografica  tipica  "Valli  di  Porto  Pino"   e'

riservata ai seguenti vini:

    bianchi, anche nella tipologia frizzante;

    rossi, anche nelle tipologie frizzante e novello;

    rosati, anche nella tipologia frizzante.

   I  vini  ad  indicazione  geografica  tipica "Valli di Porto Pino"

bianchi, rossi e rosati devono essere ottenuti da uve provenienti  da

vigneti  composti,  nell'ambito  aziendale,  da  uno  o  piu' vitigni

raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Cagliari, a bacca di

colore corrispondente.

   La indicazione geografica tipica "Valli di  Porto  Pino",  con  la

specificazione di uno dei vitigni raccomandati e/o autorizzati per la

provincia   di   Cagliari  con  l'esclusione  dei  vitigni  Cannonau,

Carignano,  Giro',  Malvasia,  Monica,   Moscato,   Nasco,   Nuragus,

Semidano, Vermentino e Vernaccia e' riservata ai vini ottenuti da uve

provenienti  da  vigneti  composti, nell'ambito aziendale, per almeno

l'85% dai corrispondenti vitigni.

   Possono concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione  dei

mosti  e  vini  sopra  indicati, le uve dei vitigni a bacca di colore

analogo, non aromatici, raccomandati e/o autorizzati per la provincia

di Cagliari, fino ad un massimo del 15%.

   I vini ad indicazione geografica tipica "Valli di Porto Pino"  con

la  specificazione  di  uno  dei vitigni di cui al presente articolo,

possono essere  prodotti  anche  nelle  tipologie  frizzante  nonche'

novello per i vini ottenuti da vitigni a bacca rossa.

                               Art. 3.

   La  zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei mosti e dei

vini atti ad essere designati con la  indicazione  geografica  tipica

"Valli  di  Porto  Pino" comprende l'intero territorio amministrativo

dei  seguenti  comuni:  Giba,  Masainas,  Narcao,  Nuxis,  Perdaxius,

Piscinas,  Santadi, S. Anna Arresi, Teulada, Tratalias, Villaperuccio

in provincia di Cagliari.

                               Art. 4.

   Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti  destinati  alla

produzione   dei   vini  di  cui  all'art.  2  devono  essere  quelle

tradizionali della zona.

   La produzione massima di uva per  ettaro  di  vigneto  in  coltura

specializzata,  nell'ambito  aziendale,  per  i  vini  ad indicazione

geografica tipica "Valli di Porto  Pino",  accompagnati  o  meno  dal

riferimento   al   nome   del  vitigno,  non  deve  essere  superiore

rispettivamente  a  tonnellate 15 per le tipologie rosso e rosato e a

tonnellate 16 per la tipologia bianco.

   Le  uve  destinate  alla  produzione  dei  vini   ad   indicazione

geografica   tipica  "Valli  di  Porto  Pino",  seguita  o  meno  dal

riferimento  al  vitigno  devono  assicurare  ai   vini   un   titolo

alcolometrico volumico naturale minimo di:

    9,5% per i bianchi;

    10% per i rosati;

    10% per i rossi.

   Nel  caso  di  annate  particolarmente  sfavorevoli,  detti valori

possono essere ridotti dello 0,5% vol.

                               Art. 5.

   Nella vinificazione sono  ammesse  soltanto  le  pratiche  atte  a

conferire ai vini le proprie peculiari caratteristiche.

   La  resa  massima  dell'uva in vino finito, pronto per il consumo,

non deve essere superiore al 75%, per tutti i tipi di vino.

                               Art. 6.

   I vini ad indicazione geografica tipica  "Valli  di  Porto  Pino",

seguita  o  meno  dal  riferimento  del  nome  del  vitigno, all'atto

dell'immissione  al  consumo   devono   avere   i   seguenti   titoli

alcolometrici volumici totali minimi:

    "Valli di Porto Pino" bianco 10%;

    "Valli di Porto Pino" rosso 11%;

    "Valli di Porto Pino" rosato 10,5%;

    "Valli di Porto Pino" novello 11%;

    "Valli di Porto Pino" frizzante 10,5%.

                               Art. 7.

   Alla  indicazione  geografica  tipica  "Valli  di  Porto  Pino" e'

vietata l'aggiunta di  qualsiasi  qualificazione  diversa  da  quelle

previste  nel  presente  disciplinare di produzione, ivi compresi gli

aggettivi extra, fine, scelto, selezionato, superiore e similari.

   E'  tuttavia  consentito  l'uso  di   indicazioni   che   facciano

riferimento  a  nomi,  ragioni  sociali  e marchi privati purche' non

abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre  in  inganno

il consumatore.

   Ai  sensi  dell'art.  7, punto 5, della legge 10 febbraio 1992, n.

164, l'indicazione geografica  tipica  "Valli  di  Porto  Pino"  puo'

essere  utilizzata  come ricaduta per i vini ottenuti da uve prodotte

da vigneti,  coltivati  nell'ambito  del  territorio  delimitato  nel

precedente  art.  3,  ed  iscritti  negli albi dei vigneti dei vini a

denominazione di origine, a condizione che i  vini  per  i  quali  si

intende  utilizzare la indicazione geografica tipica di cui trattasi,

abbiano i requisiti previsti per una o piu' delle tipologie di cui al

presente disciplinare.


                                                            ANNESSO Q

                 Disciplinare di produzione dei vini

        ad indicazione geografica tipica "Isola dei Nuraghi"

                               Art. 1.

   La indicazione geografica tipica "Isola dei Nuraghi", accompagnata

o  meno  dalle  specificazioni  previste dal presente disciplinare di

produzione, e' riservata ai mosti  e  ai  vini  che  rispondono  alle

condizioni ed ai requisiti in appresso indicati.

                               Art. 2.

   La  indicazione geografica tipica "Isola dei Nuraghi" e' riservata

ai seguenti vini:

    bianchi, anche nella tipologia frizzante;

    rossi, anche nelle tipologie frizzante e novello;

    rosati, anche nella tipologia frizzante.

   I vini  ad  indicazione  geografica  tipica  "Isola  dei  Nuraghi"

bianchi,  rossi e rosati devono essere ottenuti da uve provenienti da

vigneti composti,  nell'ambito  aziendale,  da  uno  o  piu'  vitigni

raccomandati  e/o  autorizzati  per  le  rispettive  province  di cui

all'art. 3, a bacca di colore corrispondente.

   La indicazione geografica  tipica  "Isola  dei  Nuraghi",  con  la

specificazione  di uno dei vitigni raccomandati e/o autorizzati nelle

rispettive  province  di  produzione  con  l'esclusione  dei  vitigni

Cannonau,   Carignano,   Giro',  Malvasia,  Monica,  Moscato,  Nasco,

Nuragus, Semidano,  Vermentino  e  Vernaccia  e'  riservata  ai  vini

ottenuti   da   uve  provenienti  da  vigneti  composti,  nell'ambito

aziendale, per almeno l'85% dai corrispondenti vitigni.

   Possono concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione  dei

mosti  e  vini  sopra  indicati, le uve dei vitigni a bacca di colore

analogo,  non  aromatici,  raccomandati  e/o   autorizzati   per   le

corrispondenti province, fino ad un massimo del 15%.

   I vini ad indicazione geografica tipica "Isola dei Nuraghi" con la

specificazione  di  uno  dei  vitigni  di  cui  al presente articolo,

possono essere prodotti  anche  nelle  tipologie  frizzante,  nonche'

novello per i vini ottenuti da vitigni a bacca rossa.

                               Art. 3.

   La  zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei mosti e dei

vini atti ad essere designati con la  indicazione  geografica  tipica

"Isola  dei  Nuraghi"  comprende  l'intero  territorio amministrativo

delle province di Cagliari, Nuoro, Oristano e Sassari.

                               Art. 4.

   Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti  destinati  alla

produzione   dei   vini  di  cui  all'art.  2  devono  essere  quelle

tradizionali della zona.

   La produzione massima di uva per  ettaro  di  vigneto  in  coltura

specializzata,  nell'ambito  aziendale,  per  i  vini  ad indicazione

geografica tipica  "Isola  dei  Nuraghi",  accompagnati  o  meno  dal

riferimento   al   nome   del  vitigno,  non  deve  essere  superiore

rispettivamente a tonnellate 15 per le tipologie rosso e rosato  e  a

tonnellate 16 per la tipologia bianco.

   Le   uve   destinate  alla  produzione  dei  vini  ad  indicazione

geografica tipica "Isola dei Nuraghi", seguita o meno dal riferimento

al vitigno devono assicurare ai vini un titolo alcolometrico volumico

naturale minimo di:

    9,5% per i bianchi;

    10% per i rosati;

    10% per i rossi.

   Nel caso  di  annate  particolarmente  sfavorevoli,  detti  valori

possono essere ridotti dello 0,5% vol.

                               Art. 5.

   Nella  vinificazione  sono  ammesse  soltanto  le  pratiche atte a

conferire ai vini le proprie peculiari caratteristiche.

   La resa massima dell'uva in vino finito, pronto  per  il  consumo,

non deve essere superiore al 75%, per tutti i tipi di vino.

                               Art. 6.

   I  vini  ad  indicazione  geografica  tipica  "Isola dei Nuraghi",

seguita  o  meno  dal  riferimento  al  nome  del  vitigno,  all'atto

dell'immissione   al   consumo   devono   avere   i  seguenti  titoli

alcolometrici volumici totali minimi:

    "Isola dei Nuraghi" bianco 10%;

    "Isola dei Nuraghi" rosso 11%;

    "Isola dei Nuraghi" rosato 10,5%;

    "Isola dei Nuraghi" novello 11%;

    "Isola dei Nuraghi" frizzante 10,5%.

                               Art. 7.

   Alla indicazione geografica tipica "Isola dei Nuraghi" e'  vietata

l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste nel

presente  disciplinare  di  produzione,  ivi  compresi  gli aggettivi

extra, fine, scelto, selezionato, superiore e similari.

   E'  tuttavia  consentito  l'uso  di   indicazioni   che   facciano

riferimento  a  nomi,  ragioni  sociali  e marchi privati purche' non

abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre  in  inganno

il consumatore.

   Ai  sensi  dell'art.  7, punto 5, della legge 10 febbraio 1992, n.

164, l'indicazione geografica tipica "Isola dei Nuraghi" puo'  essere

utilizzata  come  ricaduta  per  i  vini  ottenuti da uve prodotte da

vigneti,  coltivati  nell'ambito  del   territorio   delimitato   nel

precedente  art.  3,  ed  iscritti  negli albi dei vigneti dei vini a

denominazione di origine, a condizione che i  vini  per  i  quali  si

intende  utilizzare la indicazione geografica tipica di cui trattasi,

abbiano i requisiti previsti per una o piu' delle tipologie di cui al

presente disciplinare.

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